Rivista Medioevo 2025/4

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Descrizione

Jakob Obrecht et Martin P. Schindler: Il castello di Grimmenstein, un punto di mediazione ideale

Peter Niederhäuser: Devastazioni e scorrerie? riscoprire la storia dei baroni di Enne

Marie-Paule Guex: Il castello di Saint-Maire: servizi e igiene personale in un palazzo fortificato medievale.

Annina Freitag: Stanze calde e accoglienti. L’evoluzione della stufa a piastrelle sulla base dei ritrovamenti effettuati nell’area insediativa del Petersberg a Basilea

 

Il castello di Grimmenstein, un punto di mediazione ideale

I ruderi del castello di Grimmenstein, vicino a St. Margrethen (SG), sorgono in modo pittoresco nel bosco su una cresta prominente di arenaria molassica, offrendo una splendida vista sulla valle del Reno e sul Lago di Costanza. È molto apprezzata dalla popolazione come meta escursionistica vicina. Proprietaria è la comunità locale di St. Margrethen, attenta alla valorizzazione della storia. Della fortezza e dei suoi abitanti, dai signori di Grimmenstein attorno al 1250 ai liberi signori di Enne tra il 1315 e il 1416, è giunta fino a noi una notevole quantità di informazioni, grazie a una tradizione documentaria ricca e variegata. Queste testimonianze offrono scorci vividi su diversi aspetti della vita medievale, facendo della rovina del castello un luogo ideale per avvicinare al Medioevo tutti gli interessati. Con un pannello informativo archeologico, materiale supplementare sul sito web dell’Archeologia cantonale e un’offerta didattica dedicata alle classi scolastiche di St. Margrethen, si intende proseguire e consolidare il forte radicamento del sito all’interno della popolazione.

I risultati dell’indagine edilizia 2023/2024 sui ruderi della torre residenziale

All’estremità rivolta verso la montagna dell’edificio trapezoidale di forma allungata, eretto intorno al 1250, si innalza un’imponente torre residenziale, verosimilmente difesa in origine da un doppio fossato. La torre, con mura spesse 3,5 m sul lato esposto al nemico e una superficie utile di almeno 280 m², fungeva contemporaneamente anche da “scudo” di protezione. I fori per le travi presenti nelle facciate esterne dell’angolo della torre rivelano l’esistenza di due ballatoi: uno sul lato est, all’altezza del secondo piano, e una passerella di difesa, posta circa due metri più in alto, che correva lungo i tre lati rivolti verso il nemico. A protezione della torre si trovavano il cortile del castello, con un pozzo centrale, un edificio rettangolare allungato, addossato alla cortina muraria settentrionale, e l’accesso fortificato. Il sentiero per giungere al castello, ricavato nella roccia sul lato sud della fortezza, conduceva all’accesso fortificato. Il castello, distrutto con la forza nel 1416, fu completamente liberato dalle macerie e conservato tra il 1936 e il 1938. Dopo che, nel corso dell’ultimo decennio, parti dell’angolo più alto della torre crollarono, la comunità locale di St. Margrethen decise di restaurarlo strutturalmente nel 2023/24, preservandone la maestosità e la memoria storica.

Résultats de l’étude de la construction 2023/2024 concernant les vestiges de la tour résidentielle

À l’extrémité montagneuse de l’enceinte trapézoïdale construite vers 1250 se dresse une grande tour résidentielle, protégée par ce qui était probablement jadis un double fossé. La tour, avec ses murs de 3,5 m d’épaisseur orientés vers l’ennemi et une surface utile d’au moins 280 m², servait également de mur-bouclier. Des trous de poutres dans les façades extérieures de l’imposante tour d’angle attestent de l’existence de deux galeries: l’une, sur le côté est, à la hauteur du deuxième étage, et l’autre, deux mètres plus haut, formant une galerie de défense courant le long des trois côtés de l’édifice tournés vers l’ennemi. À l’abri de la tour se trouvaient la cour du château, dotée d’un puits-citerne central, un bâtiment rectangulaire allongé adossé au mur d’enceinte nord, ainsi que la lice. Le chemin du château, taillé dans la roche sur le côté sud, menait à la porte extérieure de la lice. Violemment détruit en 1416, le château fut entièrement fouillé et conservé entre 1936 et 1938. Après l’effondrement de plusieurs parties de l’ultime angle de la tour au cours de la dernière décennie, la commune de St. Margrethen prit la décision de la restaurer en 2023/24.

 

Devastazioni e scorrerie? riscoprire la storia dei baroni di Enne

I baroni di Enne sono descritti in letteratura come accaniti nemici delle città e come cavalieri predoni. A ciò si può dunque ricondurre la distruzione di Grimmenstein nel 1416. Tuttavia, come evidenzia la ricerca storica, l’immagine dei cavalieri predoni risale a epoche successive ed è inoltre influenzata da una tradizione storica fortemente plasmata dalle città. Per questo motivo, il termine “cavaliere predone” si rivela poco appropriato. Il barone Georg von Enne può anche essere stato un uomo determinato e combattivo, ma è dubbio che si sia davvero scagliato contro le città in maniera incontrollata, illegale o arbitraria. Le fonti offrono invece l’immagine di una famiglia presente più volte nelle città e che può essere vista come vittima delle difficili circostanze politiche nella regione del Lago di Costanza, dove anche le città cercavano spesso di far valere i propri interessi con la forza.

 

Il castello di Saint-Maire: servizi e igiene personale in un palazzo fortificato medievale.

Il castello di St-Maire, a Losanna, fu costruito tra il 1397 e il 1430 sotto la direzione di due committenti successivi: i vescovi Guillaume de Menthonay e, dopo la sua morte, Guillaume de Challant. Il secondo fece erigere, accanto al castello e fondandola nel fossato, una torre in mattoni. Nei suoi sotterranei furono ricavati diversi piani destinati a prigioni, mentre la funzione originale dei locali al piano terra resta un mistero, poiché arredi e strutture originarie sono andati perduti nel tempo. Argomenti basati sulla posizione della torre, sulla sua stretta connessione con il corpo principale dell’edificio, caratterizzato da piani corrispondenti e porte di collegamento attraverso lo spesso muro del castello, nonché sulla muratura leggera della torre, indicano che questi locali erano probabilmente utilizzati come latrine e bagno. Tale interpretazione trova conferma nel continuo rinnovo dei servizi igienici, che sostituivano quelli più antichi. Fin dalle sue origini, il castello era quindi dotato di spazi pensati per garantire il benessere e l’igiene dei suoi abitanti.

 

Stanze calde e accoglienti. L’evoluzione della stufa a piastrelle sulla base dei ritrovamenti effettuati nell’area insediativa del Petersberg a Basilea

L’insediamento del Petersberg a Basilea fu scoperto negli anni Trenta del Novecento, e due successive campagne di scavo, tra il 2017 e il 2019, hanno fornito nuove informazioni sul sito. Nell’insediamento sono state rinvenute tre diverse stufe a piastrelle risalenti all’Alto Medioevo, alcune delle quali importate dall’Alsazia. Fin dall’XI secolo, dunque, le abitazioni del Petersberg disponevano di stanze calde, e l’uso della stufa a piastrelle può essere seguito senza interruzioni fino all’età moderna.

 

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